Eccomi come anticipato a parlarvi di un tour divertentissimo e culturalmente  molto interessante a cui ho partecipato insieme alle mie amiche foodblogger torinesi, Silvia e Ambra e ad altri bloggers, grazie all’invito da parte dell’Ente Turismo Torino e Provincia.
Se pensiamo al Carnevale, appena trascorso, cosa ci viene in mente? Sicuramente il travestimento, le maschere, i carri allegorici  e i coriandoli: questo vale in tutte le città d’ Italia, da Venezia a Viareggio fino ad Acireale, e del mondo, tranne in una città. Questa città è Ivrea, in provincia di Torino.
Qui niente maschere, niente coriandoli, niente sfilate di carri ma solo lancio di tantissima frutta: l’arancia!!!! Simbolo dell’inverno ma soprattutto simbolo del Carnevale che si festeggia solo ad  Ivrea è infatti la spettacolare “battaglia delle arance”!
 Il Carnevale ad Ivrea rappresenta un momento di forte e profondo legame con il proprio territorio e la propria storia che si manifesta nella grande partecipazione popolare.

Non solo di arance è fatto il Carnevale di Ivrea, ma soprattutto di storia che si tramanda nel tempo intrecciata con alcune leggende.
Fino allo scorso weekend non sapevo assolutamente nulla di questo Carnevale se non della sua esistenza (ovvio) e di un grande quantitativo di arance che andava sprecato ma non capivo il nesso tra le due cose e perchè fosse stata scelta questa frutta. Poi grazie all’invito da parte dell’ Ente Turismo Piemonte e in particolare a Silvia Lanza ho colmato questa lacuna… ho capito non solo il perchè, ma ho anche  imparato un pò di storia e soprattutto ho respirato tradizioni italiane così antiche ma ancora così vive, e questa è l’Italia che mi piace.
Oggi sono qui a raccontarlo a voi amici miei. Perchè il cibo è cultura.
E soprattutto ho imparato che gli abitanti di Ivrea si chiamano “Eporediesi”: voi lo sapevate??? Se doveste partecipare a qualche quiz televisivo siete preparati.
La città di Ivrea si ferma per 3 giorni per vivere il Carnevale e la sua rievocazione storica.
La regola principale per gli abitanti di Ivrea è: ESSERCI!!! Tutti gli abitanti della città, comprese donne, bambini e animali, scendono in piazza e partecipano attivamente. E lo abbiamo fatto anche noi.

L’importante è avere l’abbigliamento giusto!

Per rivivere ancora di più la rievocazione storica  è stata fondata un’associazione “Quelli del 1798”che vogliono far diventare ancora più storico il Carnevale  indossando abiti d’epoca e trasformando la città in una fantastica scenografia .

Descriviamo ora i punti fondamentali del Carnevale di Ivrea.

1. Perchè si dice che è un Carnevale storico?
Perchè il Carnevale di Ivrea è in realtà una rievocazione storica attraverso rituali, gesti e costumi che esprimono il profondo senso di appartenenza del popolo eporediese alla sua città. E’ quindi una festa civica e patriottica.
I primi carnevali erano feste propiziatori che derivavano dalla tradizione pagana. Nel 1500 erano organizzate dai Priori (Abbà) delle Badie (parrocchie)  della città, giovani che avevano la responsabilità di organizzare le feste che si svolgevano per strada e culminavano con il falò dello Scarlo (palo rivestito di erica).

Il rito più antico del Carnevale infatti è quello che vede in ogni piazza della città coppie di giovani sposi che scavano delle buche in cui vengono piantati alti pali avvolti di erica sormontati da una bandiera, detti “scarli”, simbolo della sacralità della famiglia.
Oggi gli antichi Priori sono rappresentati da 10 bambini (due per ogni parrocchia del Centro)  che il martedì grasso ultimo giorno di Carnevale daranno fuoco agli Scarli di ogni quartiere.

 Una volta anticamente Egli è certo che un Barone     

Ci trattava duramente Con la corda e col bastone

Dove avea covile e possa,

Sghignazzando a mo’ di pazzo Ci mangiava polpa ed ossa. 

Ma la figlia d’un mugnaro Gli ha insegnato la creanza,

Che rapita all’uom più caro Volea farne la sua ganza.

Ma quell’altra prese impegno Di trattarlo a tu per tu:

Quello è stato il nostro segno, E il Castello non c’è più.

E sui ruderi ammucchiati, Dame e prodi in bella mostra,

Sotto scarli inalberati Noi veniamo a far la giostra:

Su quei greppi, tra quei muri, Che alla belva furon tana,

Suonan pifferi e tamburiLa vittoria popolana.

Non v’è povero quartiere Che non sfoggi un po’ di gale,

Che non canti con piacere La Canzon del Carnevale. 

Con la Sposa e col Garzone Che ad Abbà prescelto fu,

Va cantando ogni rione: Il Castello non c’è più

2. Protagonisti del Carnevale di Ivrea: La “Vezzosa” Mugnaia e il Generale

Come detto sopra al Carnevale di Ivrea non esistono maschere ma personaggi.
Il Podestà, unica figura realmente esistita rappresenta il governo del Libero Comune.
Ma la Protagonista principale di questo Carnevale è una donna: la Vezzosa Mugnaia, eroina elevata a simbolo di libertà.
La Mugnaia, figura introdotta nel 1858, vestita di rosso, bianco e verde, indossando quindi il tricolore, rappresenta il simbolo di  libertà del popolo eporiedese dal tiranno, e rappresenta la popolana Violetta, figlia di un mugnaio che innescò la rivolta contro il Feudatario e che portò alla nascita del Libero Comune.
Sembra che sia una figura leggendaria quella della Mugnaia. 
Violetta, figlia di un mugnaio, giovane novella sposa, decise di ribellarsi con coraggio allo’ ius primae noctis’. Salita al castello la sera delle nozze giurò al marito che non avrebbe accettato il ricatto. Così estrasse un pugnale dalle vesti e mozzò la testa del tiranno e lo mostrò al popolo dal castello
Fu il segno della rivolta e della libertà della città.
Dal 1858 venne introdotta nel Carnevale il carro trionfante con l’eroina della festa. Una sposa delle famiglie egemoni della città avrebbe da quel momento in poi impersonato la popolana Violetta. 
La sera del sabato Grasso avviene la presentazione pubblica della Mugnaia, scelta ogni anno e la cui identità resta segreta fino al momento della proclamazione. La Mugnaia scesa dal Palazzo Civico prende posto nel Corteo Storico che sfila per la città per ricevere l’omaggio delle squadre degli Aranceri schierate lungo la Dora.

E poi c’è Il Generale (Napoleonico)!!

All’inizio dell’ 800 (occupazione francese) i carnevali rionali furono riuniti ed un cittadino fu nominato garante dell’ordine pubblico e messo a capo della festa. Nasce così la figura del Generale e del suo Stato Maggiore che da allora hanno il compito di garantire il corretto svolgimento della festa e far rispettare il cerimoniale.

3. Berretto Frigio

Il Berretto Frigio è il simbolo della rivolta popolare contro la tirannide e della libertà conquistata. 
A partire dalle 14.30 del Giovedì Grasso, vero inizio del Carnevale, per ordinanza del Generale tutti i cittadini devono indossare il Berretto Frigio, abitanti di Ivrea e turisti. E’ importante indossarlo sia come simbolo di adesione alla rivolta sia perchè altrimenti si diventa bersaglio degli aranceri.
E allora tutta la città di Ivrea si colora di uno splendido rosso!!!

4. FoodTime: La Fagiolata di Castellazzo
La domenica mattina dal rione di Castellazzo si propaga un profumo di fagioli “grassi” che invade tutta la città. Per noi foodblogger è un momento di vera libidine: i “fagioli grassi”, tipico cibo degli ultimi giorni di Carnevale, vengono cotti per tutta la notte e distribuiti gratuitamente la domenica mattina.
La fagiolata e quindi il cibo è elemento di unione e condivisione. 
Si narra che due volte l’anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste per disprezzo li gettassero per le strade. 
Il getto delle arance infatti risale alla metà dell’Ottocento, mentre nel Medioevo erano i fagioli i protagonisti della battaglia.

La domenica mattina il corteo raggiunge il Ponte Vecchio che collega  il rione di Castellazzo con quello del Borghetto, un tempo accesi rivali. Qui avviene il rito della “presa in Dora”ovvero il Podestà getta nelle acque del fiume Dora una pietra tolta dalle rovine del Castello del tiranno a ricordo della promessa di non costruire mai più fortezze, simboli di tirannia.

5. Le arance e la famosa “Battaglia delle Arance” 

Nel pomeriggio di domenica finalmente si svolge la storica e spettacolare “Battaglia delle Arance“: si affrontano 9 squadre di aranceri a piedi e una quarantina di carri trainati da cavalli.
E’ il momento di massima partecipazione collettiva della città: tutti possono partecipare basta iscriversi in una delle 9 squadre a piedi oppure diventare equipaggio di quelle sul carro.
Il lancio delle arance,  simbolo della rivolta, nasce in realtà come gesto di omaggio. Le arance era un frutto esotico simbolo della nobiltà sabauda che svernava in Costa Azzurra. Insieme a coriandoli, confetti e fiori le ragazze lanciavano dai balconi arance destinate ai giovani delle carrozze del corteo per attirare la loro attenzione. Insomma un modo per farsi notare. Dalle carrozze i giovani rispondevano scherzosamente e pian piano il gesto del lancio delle arance si trasformò da gesto di omaggio a gesto di rivolta del popolo verso il tiranno.

La battaglia delle arance è sicuramente la fase più rappresentativa di questo Carnevale che costituisce un incredibile patrimonio culturale e goliardico e che rende unico il Carnevale di Ivrea nel panorama delle manifestazioni nazionali e internazionali. Solo dal secondo dopoguerra la battaglia assunse i connotati attuali rispettando delle regole ben precise che vedono gli Aranceri dei Carri da Getto e le Squadre a terra nelle principali piazze della città. 
La Battaglia rievoca l’episodio della rivolta del popolo di Ivrea contro il conte Ranieri di Biandrate. Secondo la leggenda questa rivolta fu innescata dalla Mugnaia (come detto sopra) in realtà si trattava a causa dell’ennesima tassa sul macinato e sulle attività molitorie. 
Gli aranceri sul carro rappresentano le guardie del tiranno che combattono contro i popolani ribelli, rappresentati dagli aranceri a piedi. Per questo motivo la divisa degli aranceri sul carro è composta da una maschera di cuoio (con grate di plexiglass davanti agli occhi) e di un’imbottitura sul busto, mentre gli aranceri a piedi, i popolani, indossano solo una casacca e i calzoni con i colori della propria squadra. 
3500 quintali di arance utilizzate. Penserete: che spreco! Diciamo alcune cose: le arance vengono ordinate ai produttori diversi mesi prima e pagate in anticipo,  in questo modo sono arance che vengono prodotte appositamente per il Carnevale. Inoltre viene richiesto che le arance utilizzate per la battaglia abbiano una dimensione non conforme alla vendita al pubblico e che siano quindi o troppo piccole o troppo grosse rispetto a quelle commercializzate.
Ogni sera le strade vengono ripulite dalla poltiglia creata dalle arance e dal passaggio dei cavalli  utilizzata come fertilizzante per il terreno. 
L’Asso di Picche è stata la 1° squadra formata dai dipendenti dell’Olivetti, sapete che Ivrea era una città che ruotava intorno all’Olivetti !!! 

Cosa dirvi ancora? ah si il prossimo anno non potete assolutamente non partecipare al Carnevale di Ivrea!!!!!

Buon weekend a tutti!!! 

Claudia

9 Comments on Carnevale di Ivrea: viaggio tra mito, storia e lancio di arance

  1. l'albero della carambola
    22 Febbraio 2013 at 16:51 (8 anni ago)

    Che bel reportage Claudia…deve essere stata un'esperienza molto particolare.
    Un bacione
    simo

  2. Dolci a gogo
    23 Febbraio 2013 at 7:55 (8 anni ago)

    Claudia che ricco reportage e che emozione prendere parte a queste tradizioni che resistono nel tempo!!Bacioni,Imma

  3. Fabiana
    23 Febbraio 2013 at 22:42 (8 anni ago)

    Quest'anno per la prima volta anche mio figlio ha partecipato al carnevale di Ivrea, ospite di suoi amici eporediesi, ovviamente fedelissimi alla tradizione!
    Devo dire che ne è rimasto semplicemente entusiasta e vedendo i tuoi scatti se ne capisce facilmente il perchè!!:))

  4. verdecardamomo
    25 Febbraio 2013 at 8:40 (8 anni ago)

    per un giovane deve essere un divertimento assoluto!!!! Immagino quanto si sia divertito tuo figlio in compagnia dei suoi amici eporediesi!! :))

  5. sabry
    25 Febbraio 2013 at 8:51 (8 anni ago)

    Che foto meravigliose

  6. Fico e Uva
    26 Febbraio 2013 at 14:08 (8 anni ago)

    questo carnevale lo conosciamo molto bene, a due passi da casa nostra, quest'anno l'abbiamo saltato ma ce lo fai assaporare tu con questi bellissimi scatti!
    ciao cara, un bacione
    ficoeuva

  7. sississima
    26 Febbraio 2013 at 18:47 (8 anni ago)

    Mai stata al Carnevale di Ivrea, ma con le tue foto era come se fossi lì, un abbraccio SILVIA

  8. La Cucina di Nonna Papera
    26 Febbraio 2013 at 20:35 (8 anni ago)

    Ovviamente precisa ed esaustiva…sei la migliore!! Dobbiamo incontrarci quanto prima di nuovo noi tre!!! Un bacio!

    Silvia

  9. verdecardamomo
    10 Marzo 2013 at 23:05 (8 anni ago)

    Ovviamente…ehehheheheh!! Assolutamente si dobbiamo rivederci …venite a Roma voi???Vi aspetto Un bacione

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