Descrivere a parole le emozioni provate al MeranoWineFestival è mission impossible, mi limiterò a raccontarvi come è andata.
Se nel precedente post avete un pò respirato l’aria presente al Merano Wine Festival oggi scendiamo nella Gourmet Arena dove incontriamo gli chef.
Ecco perchè sono andata al MeranoWineFestival…certo non per il vino!!!!! Si lo so l’evento è alla sua 20 edizione i produttori erano veramente tantissimi tutti selezionati ma io ero lì per un motivo : Presentare gli chef insieme alle altre 4 foodblogger compagne in questa avventura!!!
Eravamo tutte agitatissime, nervose …forse avremmo dovuto farci un bicchiere di vino fin dalle 10 del mattino per allentare la tensione….noi siamo foodblogger mica presentatrici!!!!! Alla fine però superato l’imbarazzo iniziale devo dire che salire su quel palchetto e parlare al microfono è stato divertente…
Un attimo prima, mi sono sentita come quando dovevo superare  un esame all’Università , panico totale, mi ero preparata sullo chef che dovevo presentare certo poi si improvvisa, si va ‘a braccio’ come si dice, si parla di cibo un argomento di cui noi foodblogger ne parliamo quotidianamente non c’è d’aver paura …..insomma solo ansia da prestazione!!! E così è stato, poi ho preso in mano il microfono Paola mi ha aiutata ad allentare la tensione facendomi qualche domanda sul mio blog e poi man mano che le persone si avvicinavano ai tavoli per degustare il piatto preparato dallo chef siamo pronti ecco che tocca a me ….presento io!!!!
Si dice che gli chef amino parlare poco, loro preferiscono creare ma alcuni sono particolarmente loquaci come Silvia Baracchi del Ristorante “Il Falconiere” situato nello splendido panorama della Valdichiana, esattamente a Cortona in provincia di Arezzo..

Mi sono sentita veramente onorata a presentarla, sia perchè era l’unica donna presente al Festival sia perchè è uno chef stellato.
Sarà stato che Lei è simpaticissima, disponibile,  bella, e soprattutto donna che io mi sono rilassata e abbiamo iniziato a chiacchierare con tranquillità non avrei mai finito di fare domande…tant’è che ho pure sforato i tempi….
La sua è una cucina toscana doc, che rispetta le stagioni e che risente molto il legame con il territorio infatti  ha presentato un piatto tipicamente autunnale proponendo della selvaggina (cacciata da Riccardo Baracchi con il falco, ndr) quindi un sapore forte in un primo:  “Mezze maniche farcite con un ragù di cinghialetto su crema di ceci e castagne e olio al finocchio”!!una ricetta che cercherò di riproporre a casa appena posso (tranne il cinghialetto …of course!)…purtroppo la foto del piatto la intravedete nella foto sottostante.
Ringrazio di cuore Ambra per avermi  fotografato mentre presentavo..

Il Falconiere è un posto incantevole, una tipica villa toscana di metà ‘600, dimora del poeta aretino Antonio Guadagnoli, trasformata dalla famiglia Baracchi in un’oasi di semplicità raffinata e di charme tant’è che fa parte della catena prestigiosa Relais & Chateaux. Il ristorante è invece ricavato da un’antica limonaia e posto su due livelli con una veduta mozzafiato sullo splendido paesaggio toscano. Inoltre nel Relais è presente anche un’area benessere con Spa dove lasciarsi coccolare da trattamenti di benessere con prodotti del territorio come il vino e l’olio, e altri prodotti naturali come il miele e la lavanda.
L’azienda agricola Baracchi era presente anche come stand del vino . Un vino quello prodotto da Riccardo e dal figlio Benedetto che prima di tutto si fa in vigna e poi in cantina dando una grande importanza al controllo delle temperature e all’affinamento in botte.
Ma quello che più mi ha colpito di questa meravigliosa famiglia, a parte la verve tipicamente toscana, è stato il racconto di Riccardo della caccia con il falco, questo rapace così affascinante che mi ha riportato alla mente il film Ladyhawke (ve lo ricordate???un film bellissimo per chi non l’ha mai visto!!) Eh si il nome deriva da quello e il falconiere è Riccardo Baracchi che ci ha promesso di spiegarci tutto sul falco (a me e Ambra) quando lo andremo a trovare.

Dopo una donna un  giovanissimo chef (solo 26 anni) e lasciamo la Toscana per arrivare in Piemonte con lo Chef Juri Chiotti del Ristorante Antiche Contrade di Cuneo, una promessa dell’alta gastronomia italiana formatosi nelle cucine di chef stellati come Carlo Cracco.
La sua cucina è stata una scoperta molto interessante non solo gastronomicamente parlando ma anche dal punto di vista cultura …è proprio vero il cibo è cultura!!!!! Perchè?? Perchè attraverso i suoi piatti questo chef fa rivivere e conoscere ai palati gourmet la cultura occitana!! Sebbene riconosciuta nel 1999 dalla legge sulle minoranze linguistiche questa cultura è ancora sconosciuta e merita di essere rivalorizzata.
In genere la cucina piemontese è nota per la gastronomia tipica delle Langhe lui invece stupisce ricreando una cucina dimenticata con un stile moderno, la cucina occitana fino ad oggi mai proposta da un ristorante gourmet .
Una cultura antica quella occitana che comprende l’area che va dal nord della Spagna, toccando la Lingua d’oca fino alle province di Cuneo e Torino. Si basa sulle materie prime povere quelle che usavano i nostri nonni, legate alla terra e  alla montagna come le erbe spontanee di cui lo chef Juri è un vero appassionato tant’è che va personalmente in montagna con la sua “bibbia” sulle erbe a raccoglierle per poi inserirle nei suoi piatti in modo creativo, non solo ogni prodotto è legato alla gente del posto. Insomma uno chef che mette in pratica il km zero a 360° gradi.

Il piatto presentato si intitolava “Il meglio delle Valli occitane: Terra di patate, toumin  dal Mel, testina, aiolì e spinacini di montagna. “
Un piatto composto da ingredienti poveri certo, ma che riesce a stupire nonostante la semplicità che viene legata al gusto delle materie prime povere ma di qualità, per un ritorno alle origini, al legame diretto con il proprio territorio.

Se vi trovate dalle parti di Cuneo andate a mangiare al suo ristorante non ve ne pentirete e scoprirete sapori d’altri tempi.In lui crede molto anche Giorgio Chiesa patron del ristorante che lo ha voluto nel suo ristorante da maggio scorso. 

Ecco gli altri chef presenti presso la  Gourmet Arena  

Chef Concezio Gizzi, Relais Ducale Spa e Pool***** – Abruzzo
Chef Giuseppe Angelini – Masseria San Domenico***** – Puglia
Chef Manuel Astuto – Park Hotel Laurin**** – Alto Adige Südtirol
Chef Gianni di Carlantonio – Hotel Ristorante Aurora – Abruzzo

Chef Paolo Giulio Sari – San Clemente Palace Hotel & Resort***** – Veneto
Chef Nando Arcucci – Punta Tragara***** – Campania
Chef Tommaso Pavone – Grand Hotel Alassio***** – Liguria

Chef Pasquale Palamaro – Hotel Regina Isabella***** – Campania
Chef Rahul Akerkar – Restaurant Indigo, Mumbai (India)
Chef Javier Cuesta Munoz – Philadelphia (USA)
Chef Birra/Bier Forst – Alto Adige Südtirol

per sapere tutto su di loro vi rimando da Anna Maria Simonini, Ambra Orazi, Teresa BalzanoCi_polla le mie fantastiche compagne in questa emozionante avventura.

….manca ancora un post e poi basta con il Merano Wine Festival..si torna alle ricette!!!

4 Comments on Da Foodblogger a Presentatrice: Merano Wine Festival (parte II)

  1. Tery
    15 Novembre 2011 at 23:45 (13 anni ago)

    Ecco, il bicchiere di vino alle 10 del mattino ci sarebbe stato proprio per allentare l'ansia!
    Che giornate bellissime che abbiamo passato! :DD

  2. sississima
    16 Novembre 2011 at 20:55 (13 anni ago)

    E brava Claudia, che bel reportage e che bell'iniziativa,complimenti! Un abbraccio SILVIA

  3. Ambra
    16 Novembre 2011 at 21:26 (13 anni ago)

    Ehi!!!!Manca poco lo sai??? Facciamo il bis??!!Non vedo l'ora!!!Smack!!!

  4. Anonimo
    9 Maggio 2013 at 9:13 (11 anni ago)

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