No, non sono sparita nè sono partita per le vacanze senza salutarvi è solo che da venerdi non ho avuto il tempo materiale di mettermi davanti al pc  per cause varie quali visite ginecologiche, pedicure,  parrucchiere, gite fuori porta e poi ieri anche un incontro ravvicinato con sorella morte :  il funerale di mia zia a Cittaducale in provincia di Rieti…….non voglio intristirvi con le mie lugubrazioni mentali ma oggi questo è il mio umore e ogni volta che muore qualcuno che sia della mia famiglia o meno io penso a San Francesco che la chiamava sorella ……vi lascio riflettere e lo faccio anche io con questa poesia

Arriva la morte che taglia le teste
arriva la notte per l’uomo che muore
arriva la pena per l’uomo che resta
arriva la mano che sparge dolore.
Arriva la falce che lacera i gridi,
arriva la morte che suscita i pianti
arriva la mano che strazia le madri.
Arriva la morte che tutti livella
arriva la falce che mai si riposa
arriva la mano che spazza e flagella
arriva la morte la finta pietosa.



Eppure Francesco la immagina bella
eppure Francesco la chiama sua sposa
eppure Francesco la chiama sorella.
 Sorella morte dolorosa e bellissima.
Sorella morte che dal male ci liberi.
 Sorella morte che ci bagni di lacrime.
 Sorella morte che di cielo ci illumini.
 Sorella morte che ci vesti da vedove.
Sorella morte che ci porti fra gli angeli.
 Sorella morte che deponi le lapidi.
Sorella morte che spalanchi l’eternità.
Sorella morte che prepari le semine
che uccidi i giorni per far vivere i secoli.
 Sorella morte che ci bagni di lacrime.
 Uccidi l’uomo per far vivere gli uomini.
 Sorella morte che ci vesti da vedove.



Sorella morte che rinnovi l’umanità.
Sorella morte che deponi le lapidi.
 Sorella morte che spalanchi l’eternità.
                                                                                              

Questa è la vita che si alterna alla morte e poi ancora alla vita fino all’infinito …..Ora però via la tristezza e eccovi anche  la ricetta di un dolce per risollevare il morale

CROSTATA DI ALBICOCCHE AL PASSITO

INGREDIENTI

pasta frolla
500 gr albicocche fresche
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di Passito di Pantelleria
4 amaretti
1 cucchiaio di mandorle in scaglie
zucchero a velo

burro e farina per lo stampo

Per la pasta frolla

250 gr di farina 00
125 gr di burro ammorbidito
100 gr di zucchero
1 uovo
1/ 2 bustina di vanillina
un pizzico di sale fino
un pizzico di lievito per dolci (2 g)

La caratteristica della pasta frolla è la friabilità. Ecco i segreti per una riuscita perfetta:

– utilizzate farina povera di glutine
– lavorate la pasta il meno possibile
– lasciate riposare la pasta prima di utilizzarla

Ponete il burro ammorbidito su un tagliere, aggiungete lo zucchero, il sale la vanillina e lavorate il tutto con il palmo della mano; unite l’uovo e amalgamate l’impasto a questo punto versate la farina setacciata e impastate per rendere il composto omogeneo. Se la pasta dovesse attaccarsi alle mani aggiungete un pò di farina e lavoratela delicatamente con il palmo della mano (mai con le punta delle dita!) Formate una palla e avvolgete in pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigo per almeno 1 ora.
Lavate bene le albicocche scolatele snocciolatele e tagliatele in 4 spicchi. Mettetele in una casseruola con lo zucchero e il passito e cuocete per circa pochi minuti a fiamma bassa finche saranno morbide ma non sfatte.

Scaldate il forno a 180 ° imburrate e infarinate uno stampo per crostata di circa 22 cm di diametro (io ne ho scelto uno a forma di cuore). Sbriciolate gli amaretti. Stendete la pasta frolla e con due terzi foderate lostampo, tagliate l’altra a striscioline servendovi di un tagliapasta e tenetele da parte per la decorazione. Buccherellate la base della pasta con una forchetta e copritela con uno strato di amaretti, prelevate le albicocche dalla casseruola con un mestolo forato e distribuitele sopra gli amaretti, cospargete con le scaglie di mandorle sminuzzate e ricoprite la crostata con le striscioline di pasta. Infornate per 30-35 minuti a 180°. Lasciate raffreddare quindi sformate sul piatto da portata e cospargete con lo zucchero a velo.

(La ricetta è tratta da La grande Cucina del Corriere della sera)

4 Comments on CROSTATA DI ALBICOCCHE AL PASSITO per riflettere….

  1. Cinzia
    2 Agosto 2010 at 15:10 (10 anni ago)

    Mi dispiace per il tuo lutto, ti sono vicina, anche io seguo le parole di San Francesco, dopo anni di scoutismo le sento come le parole di un fratello maggiore, spero che ti riescano dare conforto e serenità.

    La tua crostata mi sembra propio carina e super buona, che brava e un abbraccio.

  2. stefania.confidential
    2 Agosto 2010 at 15:31 (10 anni ago)

    San Francesco soffriva tanto alla fine dei suoi giorni, così si riporta nella storia della sua vita tanto da chiamarla con pseudo affetto, la sua visione però era oltre..andava oltre , mi sono permessa un mio pensiero, pardon !!

    La tua crostata è molto chic con il passito 🙂

  3. Claudia
    2 Agosto 2010 at 16:58 (10 anni ago)

    @Cinzia: grazie mi fa piacere che anche a te piace S. Francesco uno dei pochi esempi veri nella chiesa cattolica…le sue parole mi aiutano a veder la vita con occhi diversi. grazie ancora per l'affetto
    @Stefania: mi piacciono le persone che dicono quello che pensano lo apprezzo sempre …è vero la sofferenza ti porta a desiderare la morte e vederla veramente come sorella tanto da invocarla per porre fine a ogni dolore carnale ..così è stato per mia zia con una pancreatite a ben 82 anni è un pezzo della tua vita che ti abbandona…certo Francesco però andava talmente oltre dove noi non possiamo arrivare
    Grazie e vedo che anche la crostata è piaciuta ….

  4. ( parentesiculinaria )
    3 Agosto 2010 at 6:31 (10 anni ago)

    E' vero! Abbiamo anche lo stesso stampo vedo: quello a cuore, ma non troppo :/
    Le albicocchine che escono dai ritagli di pasta sono deliziose…
    Non hai citato la fonte della poesia. Chi l'ha scritta? San Francesco chiamava la morte "sorella" perchè vedeva tutto come un dono, compresa lei.
    In effetti è una forma mentis che dà molta pace, ma appunto vicinissima alla via della santità. E infatti…
    Mi dispiace per la tua perdita e per tutto ciò che essa smuove. Un abbraccio.

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